Ascoltiamo le nostre ginocchia: sintomi e soluzioni

Ascoltiamo le nostre ginocchia: sintomi e soluzioni

Una delle caratteristiche salienti dell’atleta evoluto sia la capacità di ascoltare i segnali del proprio corpo in relazione agli stimoli allenanti: ciò può avvenire in modo frequente durante e dopo una seduta. Questa regola, valida per tanti distretti anatomici sollecitati, lo è a maggior ragione per le ginocchia, articolazioni sottoposte a una certa usura che, soprattutto con l’avanzare dell’età, possono dare dei segnali da interpretare nel giusto modo.

Vediamo, per punti, quali sono i segnali che non andrebbero mai ignorati.

Difficoltà alla flessione o all’estensione completa. È un sintomo importante, da tenere in considerazione
e che suggerisce di consultare un ortopedico. Di solito sta a significare che l’articolazione non è a posto a causa di qualche impedimento, vuoi di tipo meniscale, come una rottura, vuoi di tipo legamentoso, per situazioni infiammatorie.
Proprio per la molteplicità delle possibilità legate a questo sintomo sono importanti il parere medico e le eventuali indagini strumentali che egli può suggerire.
Dolore articolare ai primi appoggi dopo essere stato seduto, che tende ad affievolirsi continuando a camminare. Potrebbe essere un segnale di sofferenza cartilaginea, magari non presente durante la corsa. I sintomi sono solitamente rilevabili a freddo o ai primi passi mattutini, ma anche una mezz’ora dopo l’allenamento.
3. Gonfiore dopo l’attività fisica. Il gonfiore è legato a un’iperattività delle cellule sinoviali presenti all’interno dell’articolazione del ginocchio. È una

sorta di difesa naturale, che porta a una iperlubrificazione articolare. Di contro, il liquido conduce a una diminuzione della capacità di movimento articolare.
La reazione avviene di solito in seguito a eventi traumatici, comunemente di carattere distorsivo o contusivo, ma può
essere anche un segno di usura dei menischi o più semplicemente di patologia artrosica.

4. Instabilità o insicurezza in situazioni di appoggio difficile.
La corsa non viene sempre esercitata su superfici ottimali e, quando il terreno è irregolare, ci possono essere situazioni di disagio legate a una non perfetta stabilità del ginocchio. In altre occasioni possono esserci dei cedimenti improvvisi, con una flessione involontaria dell’articolazione.
Un’instabilità importante può portare a una precoce usura cartilaginea, con tutti i sintomi legati a quest’ultima.

5. Dolore sotto la rotula.
È di solito riferibile a una situazione infiammatoria del tendine rotuleo. La sede della sofferenza è abitualmente localizzata proprio in corrispondenza del polo inferiore della rotula: il dolore può limitare in modo importante l’esercizio.
Può essere una situazione transitoria; se invece il problema tende a cronicizzarsi si consiglia di fare un
esame appropriato come l’ecografia e di ricorrere a opportune terapie in relazione all’esito.

6. Sofferenza all’esterno del ginocchio dopo 15-20’ di corsa. Si tratta solitamente di un dolore extra
articolare riferibile alle strutture legamentose del comparto esterno, in particolare della bendelletta ileo-tibiale.
Si manifesta in modo specifico in relazione all’espletamento del gesto della corsa, quando l’intrarotazione della tibia risulta essere eccessiva. Il dolore di solito passa sospendendo la corsa, salvo ripresentarsi alla ripresa;
può accentuarsi a ritmi particolarmente lenti. Questa sintomatologia compare dopo qualche tempo dall’inizio di un
programma di allenamento mirato e in alcuni casi addirittura dopo qualche anno dall’inizio della pratica.
In situazioni evidenti di questo tipo, una diagnosi non attenta e precoce può portare a danni più seri nel giro di pochi
mesi ed è quindi opportuno affidarsi a un ortopedico di fiducia per gestire al meglio il problema.

fonte: correre.it